Il centro storico di Isernia si percorre a piedi in tranquillità. Non è un labirinto caotico né un centro museificato — è un luogo vivo, con bar e negozi tra i palazzi nobiliari e le chiese medievali. Questo itinerario vi porta dai simboli più conosciuti fino agli angoli meno frequentati, in circa 2–3 ore di passeggiata senza fretta.
Partenza: Piazza Celestino V e la Fontana Fraterna
Il cuore del centro storico è Piazza Celestino V, con la celebre Fontana Fraterna al centro. È il primo posto dove fermarsi — e anche il migliore per orientarsi.
Il nome della fontana deriva dal fatto che sorge nello stesso rione in cui aveva sede la Confraternita istituita nel 1289 da Pietro Angelerio, il futuro papa Celestino V. La struttura attuale, però, fu edificata nel 1835 dalla nobile famiglia isernina Rampini (il cui stemma con croce uncinata è ancora visibile sul fianco destro, con l’epigrafe FONS ISTE / CUIUS POSIT / RAMPINIANI / ME PARABIS). Non fu costruita da zero: nasce dalla fusione di due fontane preesistenti — una posta vicino all’atrio della Cattedrale, l’altra già esistente in Largo Concezione — assemblando blocchi di pietra calcarea di epoche diverse recuperati da un numero imprecisato di edifici della città.
Guardate bene le iscrizioni: alcune lastre sono di epoca romana (come quella con le lettere AE PONT e l’epigrafe funeraria dedicata agli Dei Mani), altre medievali, tra cui un’epigrafe altomedievale sul lato destro che fa riferimento alla costruzione di una fontana, incastonata tra due protomi leonine. La parte superiore è ornata da dodici archetti pensili sorretti da mensoline decorate con motivi zoomorfi, fitomorfi e geometrici, ognuna diversa dall’altra.
La fontana ha avuto una storia travagliata: nel 1889 fu spostata più in basso, su corso Marcelli, e lì rimase fino al 10 settembre 1943, quando il bombardamento alleato sulla città la distrusse. Fu ricostruita fedelmente negli anni successivi usando le parti recuperate, e infine riportata nella collocazione originaria in Piazza Celestino V. Nel 1977 le Poste italiane le hanno dedicato un francobollo da 120 lire, e oggi l’Enciclopedia Treccani la annovera tra le fontane più belle d’Italia.
Orario di visita: sempre visibile, essendo in uno spazio pubblico aperto.
Lungo Corso Marcelli: il cuore commerciale
Da Piazza Celestino V, Corso Marcelli — l’antico cardo maximus della colonia latina di Aesernia — corre come la spina dorsale del centro storico. È qui che si concentrava un tempo la vita quotidiana della città: caffetterie, negozi di alimentari, qualche libreria, farmacie, il mercato nei paraggi.
Camminando lungo il corso, alzate gli occhi: i piani superiori dei palazzi mostrano finestre seicentesche e settecentesche che nessuna ristrutturazione ha ancora toccato. Il piano terra commerciale nasconde facciate storiche di notevole interesse. Lungo il percorso si incontrano anche tratti di mura in opera poligonale e lapidi latine incastonate nei muri, testimonianze di oltre duemila anni di vita urbana.
La Cattedrale di San Pietro Apostolo e Piazza Andrea d’Isernia
Proseguendo lungo il corso, si giunge a Piazza Andrea d’Isernia (nota anche come Piazza Mercato), dominata dalla Cattedrale di San Pietro Apostolo, principale luogo di culto della diocesi di Isernia-Venafro. La piazza è dedicata dal 1871 al giurista Andrea d’Isernia (Isernia, ca. 1230 – Napoli, 1316), considerato l’isernino più illustre: maestro di diritto civile a Napoli, noto per i suoi studi sulla legislazione feudale, guadagnò l’appellativo onorifico di monarcha feudistarum, “re dei feudisti”.
La Cattedrale sorge su un antico tempio italico del III secolo a.C., dedicato alla Triade Capitolina (Giove, Giunone, Minerva), i cui resti del podio in travertino sono ancora visibili lungo il fianco su Corso Marcelli. L’attuale edificio è il risultato di numerose ricostruzioni successive ai terremoti — in particolare quelli del 1349, 1456 e soprattutto quello devastante del 1805, dopo il quale la chiesa fu riedificata più ampia tra il 1826 e il 1851. La facciata attuale è neoclassica, con un grande pronao ottocentesco sorretto da colonne ioniche e timpano triangolare in travertino, voluto dal vescovo Gennaro Saladino.
L’interno ha tre navate con pilastri decorati da lesene corinzie in marmi policromi, una cupola settecentesca e cappelle laterali di notevole interesse. Da non perdere la cappella del Santissimo Sacramento con l’icona bizantina della Virgo Lucis (Madonna della Luce), portata a Isernia nel 1567, e la statua duecentesca della Madonna del Piede. Ma l’elemento più sorprendente è il pavimento in vetro, realizzato dopo i bombardamenti del 1943 e i restauri degli anni Sessanta: attraverso di esso si possono vedere i resti archeologici del tempio italico sottostante.
Addossata al fianco sinistro della chiesa, sopra Corso Marcelli, si trova l’antica torre campanaria — comunemente chiamata Arco di San Pietro per via del grande arco ogivale attraverso il quale passa il corso stesso. È uno dei simboli fotografici della città.
Il Museo Diocesano
All’interno del Palazzo Vescovile, che affianca la Cattedrale su Piazza Andrea d’Isernia 2, si trova il Museo Diocesano. La collezione comprende arredi sacri, paramenti, sculture in pietra e opere di oreficeria di varie epoche. Si noti che il museo ha subito lavori di riallestimento e il restauro degli argenti: conviene verificare l’apertura telefonando alla diocesi o chiedendo in Cattedrale prima della visita.
Porta Mercato e le mura poligonali
Su un angolo di Piazza Andrea d’Isernia si nota un’antica struttura in pietra che sembra isolata dal suo contesto: è Porta Mercato, una delle porte storiche della città, aperta sulle antiche mura occidentali. La forma ricorda una bassa torretta, con un doppio arco raggiungibile da una breve scalinata — un tempo conduceva direttamente al foro romano dove si teneva il mercato.
Proseguendo verso l’area di via Occidentale, percorrendo vico Storto Marilli, si raggiunge Porta Castello, altro ingresso sopravvissuto nell’antica cinta muraria. Qui alcuni alberi fanno da contorno a un arco in pietra che immette su un piccolo giardino a ridosso delle mura. Intorno a questi tratti di cinta, il terreno digrada verso la valle — in queste zone periferiche ci sono scorci inaspettati sulla campagna e sui colli circostanti.
Palazzo San Francesco e i Palazzi Nobiliari
Tornando sul corso in direzione opposta rispetto alla Cattedrale, si raggiunge Palazzo San Francesco, oggi sede del Municipio, affiancato all’omonima chiesa francescana (fondata nel 1222 per volontà di San Francesco d’Assisi). La facciata è divisa in due ordini ed è uno degli edifici civili più importanti del centro storico.
Nei vicoli laterali del corso si concentrano numerosi palazzi gentilizi dei secoli XVII–XIX. Molti sono privati, ma le facciate e i portali sono visibili dalla strada. Meritano uno sguardo Palazzo Laurelli (d’Avalos-Laurelli), esempio di architettura neoclassica post-terremoto 1805 costruito tra le mura del III secolo a.C. e il cardo antico; Palazzo de Lellis Petrecca; e Palazzo Pansini-Clemente, costruito dove la tradizione pone la casa natale dello stesso Andrea d’Isernia.
Santa Maria delle Monache
Prima di concludere l’itinerario, vale la pena raggiungere il complesso monumentale di Santa Maria delle Monache, ex convento benedettino di origine altomedievale, che ospita oggi il Museo Archeologico (riaperto il 1° agosto 2022) con una collezione che racconta la città dall’età arcaica al Medioevo, compresa una sezione dedicata al Santuario italico di Pietrabbondante. Il complesso è anche sede del Museo Nazionale del Paleolitico, che espone i reperti del sito preistorico di Isernia La Pineta — tra cui il famoso dente di un bambino di Homo heidelbergensis vissuto circa 600.000 anni fa.
Orari Museo Archeologico: da martedì a domenica, 8:15–13:45. Biglietto intero €3,00; integrato con il Museo del Paleolitico €5,00. Verificare aggiornamenti sul sito della Direzione regionale musei Molise.
Dove fermarsi a mangiare
Bar e caffetterie lungo il Corso: il caffè mattutino in uno dei bar storici del centro è un’esperienza in sé — cornetti freschi, caffè napoletano forte, nessuna fretta.
Trattorie: il centro storico ha alcune trattorie di cucina tradizionale molisana. Cercate posti senza menu plastificato in vetrina — i migliori hanno lavagna o menu orale. Piatti da non perdere:
- Pallotte cacio e ova: un piatto condiviso con l’Abruzzo
- Zuppa cotiche e fagioli: il piatto invernale per eccellenza
- Agnello al forno o abbacchio alla molisana nelle stagioni fredde
Da accompagnare, volendo, con un calice di Pentro di Isernia DOC — il vino locale prodotto sulle colline circostanti, disponibile in rosso, bianco e rosato (i rossi sono a base di Montepulciano e Sangiovese).
La nostra struttura è a 10 minuti a piedi dal centro storico. Se volete esplorare Isernia senza l’ansia del parcheggio e dei tempi, siamo il punto di partenza perfetto. Prenota il tuo soggiorno →