Arroccato sulle pendici del Monte Patalecchia a circa 800 metri di quota, la Basilica Minore di Maria Santissima Addolorata di Castelpetroso è uno dei luoghi di culto mariano più importanti del Sud Italia, patrona del Molise dal 1973. Ogni anno attira centinaia di migliaia di pellegrini da tutta Italia e dall’estero. Eppure, è anche un luogo di straordinaria bellezza architettonica e naturalistica che vale la visita indipendentemente dal credo.
La storia: le apparizioni del 1888
Tutto nasce il 22 marzo 1888, giovedì antecedente la Domenica delle Palme, quando due contadine di Guasto — frazione di Castelpetroso — Fabiana Cicchino (detta Bibiana, 35 anni) e Serafina Valentino (34 anni), si recarono in località “Cesa tra Santi” per lavorare la terra portando con sé due pecorelle. Quando una di esse si smarrì, Fabiana la ritrovò davanti a un crepaccio da cui proveniva una luce insolita. Avvicinatasi, vide la Vergine Maria con il corpo di Cristo morto disteso ai suoi piedi, il cuore trafitto da sette spade. Serafina, accorsa subito, non vide nulla in quel primo momento: dovette attendere fino al giorno di Pasqua, 1° aprile 1888, per assistere anche lei all’apparizione.
La notizia si diffuse rapidamente. Il 26 settembre 1888 il vescovo di Bojano, Mons. Francesco Macarone Palmieri, si recò sul luogo sacro per indagare sulle presunte apparizioni — e secondo i testimoni ebbe anch’egli la grazia di vedere la Vergine Addolorata.
Un altro evento decisivo avvenne nel novembre 1888: Carlo Acquaderni, direttore della rivista mariana Il Servo di Maria e fratello di uno dei fondatori dell’Azione Cattolica, si recò in pellegrinaggio con il figlio dodicenne Augusto, affetto da tubercolosi ossea allora considerata inguaribile. Il ragazzo bevve l’acqua della sorgente scaturita nel luogo delle apparizioni e guarì. Fu lo stesso Acquaderni a farsi promotore della raccolta di fondi per la costruzione del santuario.
La prima pietra fu posata il 28 settembre 1890, alla presenza di circa 30.000 persone, su progetto dell’ingegnere Francesco Gualandi di Bologna. I lavori si protrassero per quasi un secolo a causa di difficoltà economiche e delle due guerre mondiali: la basilica fu finalmente consacrata il 21 settembre 1975 dal vescovo di Campobasso-Boiano Mons. Alberto Carinci. Due anni prima, il 6 dicembre 1973, papa Paolo VI aveva già proclamato la Vergine Addolorata di Castelpetroso patrona del Molise.
Nel 1995 il santuario ricevette la visita di Giovanni Paolo II (19 marzo, solennità di San Giuseppe) e nel 2013 fu elevato alla dignità di Basilica Minore da papa Francesco, che l’ha poi visitata il 5 luglio 2014 incontrando i giovani di Abruzzo e Molise.
Papa Francesco a Castelpetroso: https://youtu.be/X5JFT-x49g8?si=pRqzzl5_0YcsKNPl
L’architettura
Il santuario è una sorpresa architettonica in piena montagna molisana — tanto che alcuni lo paragonano a “un castello delle fiabe” e, soprattutto quando è imbiancato dalla neve, al castello di Frozen. La basilica è realizzata in pietra calcarea locale in stile neogotico ispirato al gotico francese, con due torri campanarie che stringono una facciata tripartita decorata da una grande quadrifora centrale e trifore laterali.
La pianta è di tipo radiale, con sette bracci/cappelle disposti intorno alla cupola centrale alta 54 metri: le sette cappelle simboleggiano i sette dolori della Madonna (le sette spade che trafiggono il suo cuore nell’apparizione). I mosaici alla base della cupola raffigurano i santi più venerati del Molise.
Nella cappella maggiore si trova l’altare in marmi policromi sormontato dal Trono, edicola marmorea neogotica che custodisce il simulacro ligneo di Maria Santissima Addolorata (l’attuale gruppo scultoreo risale al 1963). Nella settima cappella è conservata una reliquia (un dente) di San Gabriele dell’Addolorata, qui dal 1994. Sulla cantoria risuonano le 1.778 canne dell’organo Ruffatti costruito dai Fratelli Ruffatti di Padova nel 1993.
Da notare anche il concerto di campane realizzato dalla storica Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, in Molise.
La Via Matris e la cappella delle Apparizioni
Una delle esperienze più suggestive — e spesso trascurate dai visitatori frettolosi — è la Via Matris, il sentiero di 750 metri che dalla basilica sale lungo la montagna fino al luogo delle apparizioni. Attenzione a non confonderla con una Via Crucis: la Via Matris ha sette stazioni, non quattordici, e ciascuna rappresenta uno dei sette dolori di Maria — non la Passione di Cristo. Fu inaugurata nel 1947 e ogni stazione è scandita da un gruppo scultoreo in bronzo di grande qualità artistica.
Il percorso termina alla Cappella delle Apparizioni, benedetta il 27 settembre 1947 da Mons. Carinci: una piccola chiesa tutta in pietra con un largo protiro, che conserva all’interno un dipinto dell’Addolorata realizzato nel 1948 da Mario Barberis. Poco distante si trova anche la sorgente dell’acqua miracolosa — quella dalla cui sorgente bevve Augusto Acquaderni nel 1888.
Calcolate 30–40 minuti per percorrere la Via Matris con calma. Non richiede un abbigliamento particolare ma le scarpe comode sono consigliate — il terreno è irregolare in alcuni tratti. Se avete difficoltà a camminare, un secondo piccolo parcheggio consente di raggiungere la cappella delle Apparizioni direttamente in auto.
Ogni 22 del mese (anniversario mensile dell’apparizione) la Via Matris viene percorsa in forma solenne: ore 17:30 in estate, 15:30 o 16:00 in inverno.
Come arrivare da Isernia
Castelpetroso dista circa 15–16 km da Isernia, ma il santuario si trova a circa 5 km dal borgo di Castelpetroso — calcolate 20–25 minuti in auto dalla nostra struttura.
In auto: dalla SS17 in direzione Campobasso/Benevento, si prende la SP 52/SP 36/SP 37DIR per Castelpetroso seguendo le indicazioni per il Santuario. Il santuario è ben segnalato. C’è un ampio parcheggio gratuito al piazzale d’ingresso, adatto anche a camper. Un secondo piccolo parcheggio è disponibile più in alto, presso la cappella delle Apparizioni.
Con i mezzi: da Isernia, dalla fermata di Piazza della Repubblica parte l’autobus linea 026 che ferma al bivio Santuario Castelpetroso. Da lì circa un chilometro a piedi (in salita) per raggiungere la basilica. In totale circa mezz’ora, ma le frequenze sono basse: l’auto resta il mezzo più comodo.
Nota: la strada che sale al santuario ha tornanti in un tratto — nessun problema in condizioni normali, ma con neve o ghiaccio è consigliabile avere pneumatici invernali (obbligatori per legge in Molise dal 15 novembre al 15 aprile).
Orari e informazioni pratiche
- Orari basilica: tutti i giorni, orario estivo 6:45–20:30, orario invernale 6:45–19:30
- Ingresso: libero e gratuito
- Messe feriali: 7:00, 11:30* (*può variare), 17:00
- Messe festive: 8:30, 10:30, 12:00, 17:00, 18:30
- Confessioni: feriali 9:00–12:30 / 16:00–18:30 — festivi 8:30–13:00 / 16:00–19:30
- Rosario: ogni giorno alle 16:20
- Adorazione Eucaristica: ogni giovedì alle 16:00
- Parcheggio: gratuito e ampio
- Segreteria basilica: tel. 0865 936110 (9:00–12:30 / 16:00–18:00) — sito ufficiale santuarioaddolorata.it
Periodi di maggiore affluenza: il 22 marzo (anniversario della prima apparizione), la terza domenica di marzo in caso di celebrazioni solenni, il 15 settembre (festa liturgica dell’Addolorata), il 26 settembre (anniversario dell’apparizione al vescovo Palmieri), l’ultima domenica di settembre (anniversario della posa della prima pietra). In questi periodi aspettatevi folla e trovate il parcheggio più lontano.
I dintorni: cosa abbinare alla visita
Il borgo di Castelpetroso (5 minuti)
A 5 km dal santuario, il borgo medievale di Castelpetroso (a 872 metri di quota) merita una sosta. Conserva intatte tre porte di accesso (Porta del Parco, Porta Pistiello, Porta Macchietelle), la chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo del XIII secolo (con un portale richiamante quello di San Francesco a Isernia e dipinti del maestro molisano Amedeo Trivisonno), e il Castello-Palazzo Marchesale de Rossi, di origine longobarda, che custodisce un presepe artistico molisano in costumi settecenteschi.
Altilia–Saepinum (circa 45–50 minuti)
Se volete combinare sacro e antico, Saepinum (in località Altilia, provincia di Campobasso) è il sito archeologico romano più spettacolare del Molise, tanto da essere chiamato la “piccola Pompei del Molise”. Città romana di media importanza, è rimasta intatta proprio perché non è mai stata inglobata da una città moderna. Imperdibili il teatro romano da 3.000 posti, il foro, la basilica con le sue venti colonne ioniche, il macellum e soprattutto la monumentale Porta Bojano con iscrizioni che ricordano Druso e Tiberio come finanziatori delle mura.
Importante: dal 1° marzo 2026 l’ingresso al Parco archeologico di Sepino è temporaneamente gratuito, a causa di lavori PNRR su alcune aree. Normalmente il biglietto unico Area archeologica + Museo è €10 (ridotto €2). Verificare aggiornamenti su parcosepino.it.
Bojano (25 minuti)
Storico capoluogo della diocesi Campobasso-Boiano a cui fa capo il santuario, Bojano sorge ai piedi del massiccio del Matese. È stata una delle capitali del popolo sannita (l’antica Bovianum) e conserva oggi resti di mura poligonali, un castello medievale in posizione panoramica e una piccola ma interessante area archeologica. Vale una sosta di un’ora.
Campitello Matese (40 minuti)
Se abbinate la visita al santuario con un giorno sciistico (in inverno) o escursionistico (in estate) sul Matese, Castelpetroso è praticamente lungo il percorso.
Consigli per la visita
Abbigliamento: essendo un luogo di culto, è richiesto l’abbigliamento decoroso all’interno della basilica (spalle e ginocchia coperte). Sono disponibili degli scialli all’ingresso in caso di necessità.
Fotografia: è consentita all’esterno e all’interno della basilica senza flash, ma non durante le celebrazioni religiose.
Con bambini: il santuario è adatto a famiglie. Il parcheggio è largo, il percorso della Via Matris è impegnativo ma affascinante, e la cappella delle Apparizioni è suggestiva anche per i più piccoli.
Casa del Pellegrino: accanto al santuario è disponibile una struttura di accoglienza con opzioni di Casa Vacanze, mezza pensione e pensione completa, utile per chi vuole trascorrere più giorni in preghiera o meditazione.
La nostra struttura a Isernia è a circa 20 minuti dal santuario — perfetta come base per una visita senza fretta. Scopri la disponibilità →